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Aethina tumida: Sedicesimo focolaio, l’ordine è “Bruciare” Stampa E-mail
Zona Rossa, 2 Ottobre 2014. Ventisettesimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. All’interno del cerchio che delimita la zona di stretta sorveglianza, quella che per tutti è ormai nota come “zona rossa”, anche oggi l’attività è stata intensa. Alla lista si aggiunge un solo focolaio, il sedicesimo, che Veterinari e Apicoltori hanno individuato a Rosarno (RC): tra i tredici alveari in postazione, in alcuni c’era qualche adulto di piccolo coleottero. Immediato il

verbale di sequestro, con affidamento in custodia al proprietario. I controlli condotti all’esterno di questo cerchio hanno dato tutti esito negativo. Gli Apicoltori colpiti dall’infestazione, che già da giorni avevano espresso la volontà della distruzione, ora sono determinati nell’andare fino in fondo. Si sono ritrovati, hanno discusso e deciso che nessuno si tirerà indietro. Le Autorità sanitarie lo hanno capito chiaramente e anche tra loro, ai vari livelli di competenza - Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, Task Force Veterinaria, Ministero della Salute - ci sono stati scambi continui di informazioni e pareri. La tensione è comprensibilmente alta, ma il senso di responsabilità è ancora solido: tutti concordano sul fatto che ormai non si può fare altro. L’ordine viene impartito in tarda mattinata per le vie brevi: è giunta l’ora di bruciare. Nel pomeriggio si mette in moto la macchina che presiede alla formalizzazione delle ormai imminenti ordinanze di abbattimento e distruzione. In serata il dottor Antonino Ammendola, direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASP di Reggio Calabria, ha già stilato e firmato tutti i provvedimenti. Nella giornata di domani le ordinanze saranno notificate agli Apicoltori che sono pronti a eseguirle e che sanno già cosa aspetta ai loro alveari: sul far della sera, finito il rientro di tutte le bottinatrici, dovranno chiudere le porticine delle arnie e procedere ad una prima fumigazione mediante zolfo. La soppressione delle api avverrà per asfissia e insieme a loro anche ogni esemplare di Aethina tumida dovrebbe finalmente capitolare. Poi attenderanno l’arrivo delle squadre di Veterinari che sono tenuti a presenziare alla distruzione vera e propria: si scaverà una buca nel terreno, sarà innescato un incendio, il fuoco ridurrà passione e lavoro di anni ad un cumulo di cenere fumante.  Una sorte che toccherà a centinaia e centinaia di alveari, un lavoro che impegnerà parecchio tempo, molte risorse umane ed economiche. Il terreno circostante, infine, dovrà essere arato e bonificato con sostanze antilarvali. Le trappole di contenimento arrivate e inserite nel frattempo sono ormai inutili. Cos’altro sta accadendo nella zona rossa? Diversi Apicoltori, quelli con pochi alveari, si stanno facendo avanti sottoponendo ai Servizi Veterinari la richiesta di registrazione della loro denuncia volontaria di possesso delle api. Hanno saputo di ciò che sta accadendo, hanno capito che è arrivato il momento di farsi avanti, per dare e per ricevere un aiuto sulle corrette modalità di gestione delle api in un momento come questo. Poi il territorio sarà battuto ulteriormente per andare alla ricerca degli sciami vaganti, che qui sono più numerosi che altrove a seguito dell’intenso nomadismo operato nella Piana di Gioia Tauro. C’è anche tanta stanchezza nella zona rossa. Dopo giorni e giorni passati a rincorrere Aethina tumida, fino alla scoperta del focolaio principale, oggi per la prima volta tira un’aria strana: gli Apicoltori distruggeranno i loro alveari, ma non sono più convinti che sarà un sacrificio utile al contenimento dell’infestazione e all’eradicazione del parassita. Nella zona rossa si va verso la stasi prima del grande rogo.

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© Foto: FAI/Stefano Dal Colle


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