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Aethina tumida: Dodicesimo focolaio, la Speranza č ancora Viva Stampa E-mail
Rizziconi (RC), 29 Settembre 2014. Ventiquattresimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Sempre dentro l’epicentro, ma siamo più a Sud rispetto ai ritrovamenti fatti finora ed è cambiato il Comune. Se ne aggiunge uno nuovo alla lista dei territori in cui sono stati individuati tutti gli altri focolai: oggi le squadre che hanno battuto il territorio, Apicoltori e Medici Veterinari, ne hanno scovati tre; uno ancora a Rosarno, gli altri due a Rizziconi. L’area di

riferimento è sempre quella della Piana di Gioia Tauro, ma più verso l’interno oltre la Strada Statale 18 e la stessaAutostrada A3, la famigerata Salerno-Reggio Calabria. Tre più nove di ieri, siamo ormai a dodici focolai di Aethina tumida. Sul posto è rientrato anche il dottor Franco Mutinelli, del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura del Ministero della Salute. E’ lui che sta coordinando le operazioni e indirizzando i controlli sugli apiari presenti nel quadrante Sud, che non era stato ancora battuto. Due degli apiari visitati e trovati positivi, con la solita e sola presenza di esemplari adulti di Aethina tumida, e ancora una volta nessuna forma immatura del parassita, sono di entità ben maggiore di quelli di piccola dimensione ispezionati e sequestrati finora: un centinaio di alveari, dislocati su un’unica postazione. Si percepisce che le operazioni sono sempre più mirate, vanno assumendo un ritmo più serrato, e si capisce che i dati raccolti oggi aiutano a comporre un quadro più chiaro: i quadranti sono stati tutti ispezionati. I focolai sono ora preziosi punti rossi sulla mappa e servono per approssimarsi alla posizione di un bersaglio sensibile: il focolaio madre. Anzi, la portaerei dalla quale Aethina tumida spicca indisturbata il suo volo notturno per veleggiare in direzione dell’odore che più l’attrae: l’irresistibile profumo degli alveari. L’atterraggio programmato di questo infallibile sensore mobile è lì dove gli Apicoltori dell’epicentro stanno subendo questo maledetto “fallaut”, la ricaduta di qualcosa di molto indesiderato e persino insidioso. Mutinelli è in contatto con Ministero della Salute e, soprattutto, con i suoi colleghi presso il Centro di Referenza Europea per l’Apicoltura a Nizza-Antipolis, in Francia. C’è stretta concertazione con chi guarda la mappa di questo territorio e decide su base epidemiologica, senza pensare ad altro che a come si comporta questo parassita nella fase del primo insediamento. E a come si deve comportare, di conseguenza, chi effettua un tentativo sì estremo, sì complesso, ma ispirato ad una precisa logica: eradicazione. Dunque le notizie odierne sono di quelle che vanno lette guardando il bicchiere mezzo pieno e non quello mezzo vuoto: nuovi focolai, è vero, ma l’indizio che essi offrono ha un valore particolare in questo momento, sono raggi di un cerchio che da venti chilometri di zona rossa potrebbe restringersi di colpo a dieci per poi, c’è da sperare tutti, chiudersi a morsa sull’epicentro vero. Altra nota positiva, di questo ventiquattresimo giorno di presa diretta dai luoghi dell’infestazione, è che tutti gli altri controlli indirizzati verso Polistena e San Giorgio Morgeto,
siamo già in Aspromonte per intenderci, hanno continuato a dare esito negativo. Anche questo è un dato di cui c’era bisogno per poter indirizzare meglio gli sforzi, che ora debbono essere intensificati. L’ipotesi Termovalorizzatore resta ancora al vaglio, va verificata anche questa perché si possa confermare o escludere l’eventuale presenza di Aethina tumida, focolaio madre o secondario che sia, nell’area di stazionamento dei rifiuti organici di cui lo scarabeo è anche solito nutrirsi. Fatta anche questa di verifica, in caso di esito negativo, ci si potrebbe trovare davvero davanti allo scenario di una decisiva stretta del cerchio. Gli sforzi finali di questa complessa e delicata operazione vanno dunque intensificati e concentrati a trovare il focolaio, dovranno essere maggiori nei prossimi giorni e, se il focolaio sarà scovato, allora sì che sarà possibile estinguerlo. Facciamo il tifo per questo esito finale, piuttosto che darci già per sconfitti. L’Italia delle api non può permettersi l’abbattersi di due nuovi flagelli – Aethina tumida e Vespa velutina – in un colpo solo. Sarebbe un assedio insostenibile e ne deriverebbe un tracollo.

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© Foto: FAI/Stefano Dal Colle
• Ingrandisci la foto: i Medici Veterinari contrassegnano tutti i nuclei ispezionati e risultati positivi al controllo della presenza di Aethina tumida.


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