Home Page arrow Comunicati arrow Apicoltori arrow Aethina tumida: Nono focolaio, si va verso la Stretta finale


Aethina tumida: Nono focolaio, si va verso la Stretta finale Stampa E-mail
San Ferdinando (RC), 28 Settembre 2014. Ventitreesimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Quando dici Piana di Gioia Tauro e Porto di Gioia Tauro, dici anche San Ferdinando: un paesino tutto affacciato sul Golfo, 4.500 abitanti su un territorio pianeggiante di tredici chilometri quadrati che guardano il Tirreno. La vocazione è prevalentemente agricola, anzi agrumicola. E quindi anche apistica. Stando con la gente di qui scopri un calore umano, una predisposizione alla

cordialità che si concilia con l’acume di chi è abituato a farsi in quattro per non scontentare nessuno. Nemmeno se arrivi nei giorni in cui la quiete, di un posto dove la vita dell’Apicoltore è cadenzata dalla sapienza di chi annusa l’aria e riconosce l’imminenza delle fioriture di agrumi o l’intensità dell’emissione nettarifera, è scossa dalla caduta di un meteorite che si chiama Aethina tumida; nemmeno ora ti si rifiuta accoglienza e disponibilità. Eppure San Ferdinando significa zona rossa, focolai ufficiali, apiari infestati, l’ultimo confermato proprio oggi e siamo al nono, che testimoniano solo un triste dato: nei paraggi di questo piccolo Comune della provincia di Reggio Calabria c’è una fabbrica biologica che produce scarabei con la curiosa vocazione di distruggere gli alveari. Nessuno è ancora in grado di capire dove sia nascosta e se agisca dall’interno di un apiario non ancora visitato dalle squadre di Medici Veterinari e Apicoltori che anche oggi, ed è Domenica, hanno battuto il territorio. O se piuttosto, ipotesi che prende sempre più piede, Aethina tumida sia sbarcata qui trasportata da qualche nave egiziana che ha scaricato, insieme ai propri sacchi di spazzatura, un innesco del focolaio di questo parassita onnivoro. Le verifiche sono ancora in atto, il tempo stringe ma anche il cerchio è ormai prossimo a essere stretto. Domani (29 Settembre 2014) il dottor Franco Mutinelli, nella sua veste di Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura del Ministero della Salute, sarà di nuovo qui per fare il punto della situazione con le Autorità della Sanità Pubblica e con gli Apicoltori. Ci si aspetta da lui un segnale di svolta sul da farsi. Ecco il riepilogo dei dati finora emersi: nove focolai ufficiali di Aethina tumida in altrettanti apiari, per gran parte localizzati tra i Comuni di San Ferdinando e Rosarno. Sono tutti piccoli allevamenti, nei quali sono stati ritrovati solo pochi esemplari adulti del coleottero. Nel Focolaio n. 1 i controlli ripetuti a dieci giorni dalla prima scoperta di Aethina tumida hanno evidenziato una riduzione della presenza di esemplari adulti, le trappole ispezionate parlano chiaro. Nessuna evidenza, all’esame visivo, di forme immature: uova, larve. Quel poco di dato statistico elaborato finora ci dice che il coleottero si ritrova nella famiglie più forti accanto alle deboli, nei favi appena costruiti e non solo su quelli vecchi e più scuri, nei nuclei come nelle famiglie complete. Gli alveari che risultano positivi sono spesso anche quelli in testa a una fila, come se la deriva delle api indirizzasse l’approdo del parassita lì dove si addensano più api. Le ispezioni fuori dalla zona rossa hanno dato tutte esito negativo. Oggi, infine, è arrivata la notizia che a Roma, nel corso di una riunione presso l’Istituto Zooprofilattico, un funzionario ministeriale abbia dichiarato che ormai le speranze di poter contenere l’infestazione su tutto il territorio sono esigue. Parole che generano sconforto nella comunità apistica locale, perché a San Ferdinando come in tutta la Calabria nessuno si rassegna ancora all’idea che gli sforzi per l’eradicazione vengano meno proprio ora. Parole, soltanto parole che in un momento così delicato suonano persino come irresponsabili. Ma la gente di qui è abituata ai fatti concreti; l’impegno profuso finora, la volontà di fare possibile e impossibile per evitare che si perda il controllo del parassita, la preziosa collaborazione che gli Apicoltori stanno dando ai Veterinari è la sola parola che vale per chi, nella zona rossa, sta lavorando ancora senza sosta per evitare alla Calabria e all’Italia un danno irreparabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
© Foto: Stefano Dal Colle
Ingrandisci la foto che mostra la trappola di policarbonato alveolare con un esemplare di Aethina tumida catturato (secondo foro a sinistra).



FAI -  Federazione  Apicoltori Italiani
Corso Vittorio Emanuele II, 101
IT -  00186  ROMA (RM)
Telefono: +39 06 6877175 - Telefax:   +39 06 6852287
e-mail: – Portale internet: www.federapi.biz
Skype: faiskype.it – PEC:
< Precedente   Prossimo >