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Aethina tumida: attivata la Task force Veterinaria, via ai Controlli Stampa E-mail
Lamezia Terme (CZ), 24 Settembre 2014 – Diciannovesimo giorno dalla scoperta di Aethina tumida. Oggi è qui che si è riunita la Task force veterinaria, in virtù delle competenze assegnate a questo speciale servizio della Regione Calabria: controllo sulle malattie animali, piani di sorveglianza e di eradicazione, gestione delle situazioni di allerta sanitaria causate dalle malattie infettive ed infestive degli animali. La squadra si compone dei medici veterinari

Maurizio Anastasio, Fabio Arigoni, Gianluca  Grandinetti, Giuseppe Loprete, Nicola Lupia, Antonio Scordamaglia e Pasquale Turno (ciascuno con specifici ambiti di competenza e responsabilità) che dovranno coordinare l’operato di un adeguato gruppo di veterinari scelti su tutto il territorio regionale e investiti ora di una grande responsabilità: misurare l’entità dell’infestazione in atto, tentare di attuare un efficace piano di eradicazione, contrastarne la diffusione oltre i confini dell’area finora individuata come epicentro del ritrovamento del piccolo coleottero dell’alveare. L’emergenza sanitaria veterinaria, causata dalla presenza di Aethina tumida, sarà quindi fronteggiata da questo servizio che dovrà coordinare tutte le forze in campo e che oggi ha proseguito e reso nota la definizione di un piano strategico che va in questa direzione: creazione di una zona di protezione e di una zona di sorveglianza entro le quali saranno effettuati controlli a tappeto sugli alveari presenti, dispiegamento sul campo di un primo nucleo operativo di 75-80 veterinari che saranno a loro volta divisi in squadre da due Veterinari ciascuna coadiuvati da un Apicoltore. Tempo assegnato per la “mission impossibile”: 30 giorni entro i quali dovranno essere effettuati tutti i campionamenti necessari a capire il reale comportamento di Aethina tumida sul territorio. La Task force, inoltre, ha deciso di avvalersi di 5 Apicoltori già designati dalle realtà apistiche locali più rappresentative (tra queste FAI Calabria), con un referente per ciascuna delle cinque province. Questo è l’aspetto che più colpisce, in tale situazione d’emergenza esplosa in Calabria: un aspetto che era stato prontamente recepito durante il primo incontro dell’Unità di crisi cui la FAI e l’UNAAPI avevano accordato la massima collaborazione per la fornitura di supporto tecnico, logistico, operativo, compresi Apicoltori esperti e di levatura professionale che potessero assistere i medici veterinari e collaborare alla migliore riuscita di questo urgente piano di ricerca del coleottero che si sfama con gli alveari. Sempre nel corso della prima riunione dell’Unità di crisi (svoltasi il 22 Settembre 2014) il Presidente nazionale della FAI Raffaele Cirone, dinanzi alle manifeste necessità espresse dai dirigenti della Task force veterinaria, aveva dato la sua personale disponibilità: “La FAI fornirà tute e maschere da Apicoltore per garantire la minimale dotazione ai medici veterinari della Sanità pubblica calabrese che si stanno adoperando per rispondere allo stato di allerta proclamato dalle Autorità sanitarie locali e dal Ministero della Salute”. Esempi di una volontà di dialogo e di collaborazione che mai prima d’ora potevano essere immaginati, testimonianze quotidiane di un riconoscimento del ruolo degli Apicoltori che mettono la propria esperienza al servizio delle Istituzioni, spesso anche rinunciando alle proprie necessità aziendali e famigliari, pur di scongiurare un pericolo che potrebbe danneggiare l’intera apicoltura italiana. Imminente, inoltre, il blocco sanitario con divieto di movimentazione di alveari su tutto il territorio regionale. L’ordinanza è pronta per essere pubblicata ufficialmente, ma intanto i Prefetti sono già stati allertati e le Forze dell’Ordine mobilitate. Un messaggio, infine, agli Apicoltori che detengono e conducono alveari ma non ne hanno ancora denunciato il possesso: è il momento di farsi avanti, per il bene e nell’interesse di tutti. Le Aziende Sanitarie Provinciali e i loro Uffici Veterinari sapranno comprendere il valore di questo gesto, privilegiando l’utilità dell’emersione del patrimonio apistico presente sul territorio e garantendo a chi si autodenuncia per l’eventuale presenza di Aethina tumida, nell’eventualità della distruzione di materiale apistico, che sarà adeguatamente indennizzato.

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© Foto: I dottori Anastasio e Grandinetti della Task Force Veterinaria


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