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Aethina tumida: l’Allerta Internazionale danneggerà l’Italia Stampa E-mail
La scoperta di Aethina tumida nel nostro Paese ha messo in moto una procedura di allerta internazionale che d’ora in avanti sarà gestita secondo le regole dell’OIE, l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale, cui fanno riferimento i 180 Paesi che vi aderiscono. Tanto per cominciare il planisfero, la carta geografica della diffusione delle malattie, è stato colorato completamente di rosso in corrispondenza del territorio di quei Paesi che

hanno segnalato l’apertura di focolai di questo parassita: Canada, Stati Uniti d’America e Nicaragua fino al 18 Settembre 2014. Bene, ora c’è anche l’Italia! I focolai aperti, di fatto, si contano sulle dita di una mano, ma le procedure dell’OIE sono rigorose: il Codice Sanitario per gli animali terrestri, di contrasto alla diffusione di Aethina tumida, non prevede sconti ed è completamente basato sulla prevenzione: quando un Paese apre un focolaio ufficiale tutti gli altri ne vengono informati e da quel momento seguiranno aggiornamenti a cadenza settimanale e scattano misure di prevenzione internazionale: certificazione sanitaria obbligatoria, con dichiarazione di provenienza di api e prodotti da zone dichiarate ufficialmente indenni dalla malattia, divieto di importazione di api vive, api regine e accompagnatrici, prodotti dell’alveare (miele, polline, propoli, cera e favi) e attrezzature apistiche. Solo gli scambi commerciali, il transito e l’importazione di sperma e veleno di api mellifere potranno proseguire liberamente. Tutte le altre tipologie di scambio commerciale apistico sono regolamentate dall’OIE. Ecco le tipologie di gestione sanitaria specifica: 1) importazione di lotti individuali di una sola regina con massimo 20 accompagnatrici; 2) importazione di api vive e fuchi con o senza favi di covata; 3) importazioni di uova, larve e pupe di api; 4) importazione di attrezzature apistiche usate; 5) importazione di miele; 6) importazione di polline di api; 7) importazione di cera d’api e propoli; 8) importazione di gelatina reale. Per tutte queste tipologie di scambio commerciale diventa ora necessario un certificato sanitario che attesti la provenienza dei prodotti o dei materiali da un Paese o da una zona ufficialmente dichiarata indenne dalla presenza di Aethina tumida. A seconda dei casi, inoltre, dovranno essere adottate specifiche procedure atte a impedire ogni ulteriore rischio di infestazione del parassita nella località di destinazione. Il perché di tanto rigore? Semplice: Aethina tumida non è eradicabile e quando questo parassita si insedia in un territorio diventa una piaga che difficilmente guarisce, ma anzi tende a diffondersi a grandi distanze e a ripresentarsi ciclicamente. Ecco perché Gioia Tauro sta diventando un caso internazionale: la Calabria potrebbe trasformarsi nella porta d’ingresso di un flagello per l’intera apicoltura del Continente europeo, ma anche per il Medio Oriente e l’Est Asiatico. Ora le Autorità sanitarie di mezzo mondo faranno di tutto per evitare che dall’Italia l’Aethina tumida voli altrove. (continua…)


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© Foto: FAI CALABRIA-Federazione Apicoltori Italiani


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