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Aethina tumida : ecco il primo Sequestro di un Apiario colpito Stampa E-mail
L’occhio del satellite sul porto di Gioia Tauro e l’occhio degli Apicoltori sullo scarabeo maledetto. “L’anno 2014, addì diciotto settembre, viene compilato il presente atto”. Verbalizzanti quattro medici veterinari appartenenti al Servizio Veterinario della ASP di Reggio Calabria – Ambito Palmi, che hanno identificato la parte, nella persona dell’Apicoltore, evidenziando il fatto. E’ il linguaggio imparziale e formale degli atti ufficiali, ma

pesa sul capo di chi sta per sottoscriverlo come un macigno. Siamo in una località immediatamente a ridosso del porto di Gioia Tauro, l’apiario ispezionato è costituito da quarantuno alveari in alcuni dei quali sono stati trovati esemplari adulti del piccolo scarabeo dell’alveare. Ora è tutto ufficiale, c’è il primo processo verbale di sequestro e consegna in gratuita fiduciaria custodia all’Apicoltore che si è messo a completa disposizione delle Autorità sanitarie lasciando che i Medici veterinari constatassero l’evidenza: questo apiario è il primo focolaio di Aethina tumida dell’Unione Europea. E’ toccato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, che opera in seno al Dipartimento di Prevenzione diretto dal Dr. Antonino Ammendola, adempiere a questa formalità che banale non è: siamo sempre nei dintorni di Gioia Tauro e c’è la piena consapevolezza che tale evento e la documentazione che lo certifica abbia il valore di un triste primato, per di più destinato a concatenarsi presto con altri verbali, con altri focolai, con altri sequestri. Tornando al ritrovamento del parassita, qui larve non ce ne sono ancora e non sono le speciali trappole (sulla cui efficacia gli Apicoltori del posto hanno non poche e motivate perplessità) ad aver catturato la decina di esemplari adulti di Aethina tumida. Il parassita potrebbe essere arrivato da un focolaio principale: ma sebbene nessuno ancora sappia dove sia di certo sta continuando a disseminare scarabei voraci in tutto il circondario del porto. Le ispezioni continuano, in modo meno rapido di quanto sarebbe necessario e con minore intensità di quanto l’emergenza non richiederebbe: intanto, mentre ci apprestiamo a pubblicare questa notizia (19 Settembre 2014) i focolai individuati sono già passati a tre. L’Unità di crisi è stata convocata dalla Regione, per il prossimo lunedì (22 Settembre 2014), a Bruxelles c’è già stata una riunione volta ad aggiornarne le Autorità comunitarie e a Nizza è ora in corso una riunione presso il Centro Europeo di Referenza per l’Apicoltura dal quale di certo partiranno informazioni di allerta e prevenzione per i 28 Stati membri dell’Unione Europea che dovranno ora contrastare il rischio che la parassitosi si propaghi altrove. Onore al merito degli Apicoltori locali, intanto; chi tra loro sta collaborando con le Autorità sanitarie in questo momento hanno una sola certezza: al sequestro dell’apiario farà seguito un’ordinanza di distruzione di tutti gli alveari. Il Ministero della Salute non ha ancora risposto all’istanza di indennizzo avanzata dalla FAI, ma qui tutti sanno che è questo l’unico modo per sbarrare il passo a un parassita che vola. E’ questione di ore, se all’emergenza non fanno seguito misure rapide e concrete il piano di eradicazione non avrà effetto.

Leggi il verbale di sequestro dell’apiario infestato
(i dati personali sono stati omessi per rispetto della privacy).


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© Foto tratta da Google Maps


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