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Aethina tumida : scoperto il secondo focolaio, l’Italia trema Stampa E-mail
Siamo a due… A dodici giorni dalla segnalazione del primo focolaio di Aethina tumida (scoperto il 5 settembre 2014), il piccolo coleottero che fa grandi danni alle api è stato oggi (17 settembre 2014) individuato in un secondo focolaio. La Commissione di esperti (medici della locale Sanità Pubblica Veterinaria, due rappresentanti del Centro di Referenza Nazionale e di quello Europeo per l’Apicoltura, apicoltori locali che stanno
attivamente collaborando con le Autorità impegnate nell’opera del monitoraggio sugli alveari presenti entro un raggio di 20 km dal primo ritrovamento) hanno rinvenuto otto esemplari adulti di Aethina tumida in un apiario presente sempre nell’area circostante il porto di Gioia Tauro (RC) e in prossimità dei “nuclei esca” che gli esperti della locale Università dichiaravano di aver collocato preventivamente. L’opera di capillare rilevamento di altri eventuali focolai è in atto ormai dal giorno in cui la notizia è stata ufficialmente diramata dal Ministero della Salute (il 12 settembre 2014) e il dispiegamento di forze sul campo appare già insufficiente visto il tempo necessario per una meticolosa attività ispettiva in ciascuno degli apiari che si trovano nell’epicentro dell’area quasi certamente infestata. Autorità sanitarie competenti, in ambito locale, regionale, nazionale e comunitario sono già state informate. C’è quanto basta per considerare la situazione più grave del previsto, attivare le procedure di circoscrizione dei focolai ed emanare le ordinanze di distruzione degli alveari, trattamento disinfestante del terreno circostante, sequestro del miele e blocco di ogni spostamento in entrata o uscita dall’area. “Ancora una volta saranno gli apicoltori a pagare il prezzo più alto? – si chiede Francesco Artese, Apicoltore professionista e presidente di FAI Calabria – visto che stiamo subendo un danno economico causato da ignoti, speriamo anche ignari, vettori di questa patologia delle api?”. Gli ispettori, intanto, proseguiranno a battere il territorio di Gioia Tauro e stanno comunque chiedendo agli apicoltori locali di utilizzare speciali trappole per la cattura dei coleotteri adulti di Aethina tumida eventualmente presenti negli alveari.

© Foto FAI Calabria-Federazione Apicoltori Italiani
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