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Miele di Barena: la Rinascita di un’Eccellenza dell’Apicoltura Stampa E-mail
Torna a nuova vita una tradizione che rischiava di scomparire: la produzione del miele di barena. Una vera e propria eccellenza, le cui tracce storiche risalgono a fine ‘800 e di cui si è corso il serio rischio di perdere la memoria. A ripescare questa specificità del loro territorio ci hanno pensato gli apicoltori del Gruppo Padova dell’APAT-Apicoltori in Veneto con una conferenza stampa e un convegno dedicato proprio a questo argomento “Il Miele di Barena”. Con il termine barena si

identificano quelle terre emerse della laguna veneta, isolotti che si formano grazie ai millenari flussi delle correnti del mare interno e al deposito di sedimenti limosi e argillosi sui quali sopravvivono solo alcune piante capaci di nutrirsi nonostante l’elevato tasso salino delle acque presenti che si mescolano a quelle piovane. Un habitat inusuale, esclusivo, che in totale si estende per soli 90 chilometri quadrati e nel quale sopravvivono rare specie vegetali che rappresentano un grande interesse mellifero e che danno luogo a un miele dal raro sapore salmastro. Anticamente gli apicoltori, facendo un vero e proprio nomadismo lacunare, depositavano gli alveari su questi isolotti per poter raccogliere, alla fine dell’estate, un miele esclusivo, quello di barena appunto, che oggi costituisce una vera e propria eccellenza nel già ricco paniere dei mieli italiani. Le iniziative per il rilancio di questa produzione di nicchia, che oggi raggiunge al massimo il 50 quintali annui, sono sostenute da un ampio schieramento di patrocinatori: la Regione Veneto, le principali Organizzazioni professionali agricole, la FAI-Federazione Apicoltori Italiani, l’Agenzia “Veneto Agricoltura”, la Provincia e il Comune di Padova, la Città di Conselve (PD) che ha ospitato il convegno conclusivo. Sono intervenuti il presidente nazionale FAI, Raffaele Cirone, il Sindaco di Padova, Ivo Rossi, l’Assessore alle Attività Produttive, Marta Dalla Vecchia, il ricercatore dell’Università di Pisa, Antonio Felicioli, il presidente di FAI-Veneto e dell’APAT, Stefano Dal Colle, il ricercatore di Veneto Agricoltura, Lorenzo Furlan, il Sindaco di Conselve, Antonio Ruzzon, i responsabili del Gruppo Apat di Padova, Paolo Molon e Igor Gatto, i tanti apicoltori della zona che già da tempo si dedicano a questa particolarissima e delicata produzione. Tutti concordi nel dare slancio a una indispensabile azione di rilancio del miele di barena, affinché se ne incrementino le produzioni, se ne conoscano meglio le caratteristiche, se ne apprezzi la tipicità, se ne definisca un disciplinare di caratterizzazione e produzione con relativo marchio di qualità. Iniziativa che si colloca nello scenario nazionale come il più recente di un modello che, dalla tradizione e tipicità di un territorio così singolare, come la laguna veneta, trae la forza necessaria a creare nuove opportunità di lavoro e di reddito per la comunità degli apicoltori che vive e produce in quest’area esclusiva del nostro Paese.

Nella foto, da sx: A. Felicioli (Università di Pisa), R. Cirone (Presidente FAI), I. Rossi (Sindaco di Padova), S. Dal Colle (Presidente APAT-Apicoltori in Veneto).


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