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EFSA : Neonicotinoidi dannosi, hanno ragione gli Apicoltori Stampa E-mail
Il 31 gennaio 2013 scade la sospensiva sui neonicotinoidi e puntualmente il 16 gennaio è stato reso pubblico il parere dell’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare cui l’Unione Europea aveva richiesto di esprimere un parere ad elevato valore scientifico. Il comunicato dell’EFSA e i tre rapporti finali che l’Agenzia ha elaborato - 181 pagine dense di analisi, tabelle, riscontri, bibliografie e verifiche – parlano chiaro: gli scienziati europei hanno individuato una serie di rischi per le api

rappresentati da tre insetticidi neonicotinoidi - clothianidina, imidacloprid e tiamethoxam – impiegati nel trattamento delle sementi. Ove è stato possibile portare a termine le valutazioni del rischio, per tutte e tre le sostanze, l'EFSA in collaborazione con gli esperti scientifici degli Stati membri dell'UE, ha concluso quanto segue:
•    Esposizione tramite polline e nettare
Sono stati ritenuti accettabili solo gli usi su colture non appetibili per le api;
•    Esposizione tramite polvere
E’ stato segnalato, o non è stato possibile escludere, un rischio per le api da miele, con alcune eccezioni, come ad esempio l'uso sulla barbabietola da zucchero e su colture in serra e l'uso di determinati granuli;
•    Esposizione tramite guttazione
L'unica valutazione del rischio che è stato possibile completare è stata quella sul granoturco trattato con tiamethoxam. In questo caso gli studi sul campo evidenziano un effetto acuto sulle api da miele esposte alla sostanza attraverso il liquido di guttazione.
Nel trarre le conclusioni, gli scienziati dell'EFSA hanno valutato i dati già presentati per l'approvazione nell’UE delle sostanze attive e a supporto delle autorizzazioni di prodotti a livello di singolo Stato membro nonché la letteratura scientifica pertinente e i dati di monitoraggio. Inoltre, hanno preso in considerazione i nuovi sviluppi nella valutazione dei rischi derivanti dai prodotti fitosanitari per tutti gli insetti impollinatori. Grazie a questo parere si va, finalmente, verso una valutazione del rischio per le api molto più completa e viene introdotto un livello superiore di
verifica per l'interpretazione degli studi sul campo. Restano, dice l’EFSA, alcune lacune sui dati necessari ad una ulteriore valutazione dei rischi per le api e per tutti gli insetti impollinatori, cosa che richiede un ulteriore impegno e approfondimento degli studi. Resta il fatto che dopo le sospensive finora adottate dai Governi (Italia, Francia, Germania, Slovenia), basate sempre sul principio di precauzione, si va finalmente verso l’affermazione del principio di responsabilità che l’impiego di queste molecole chimiche hanno nella morìa delle api. Questo parere dell’EFSA, porta tutto ad un livello di attenzione superiore, ricorda la FAI-Federazione Apicoltori Italiani ed è il frutto dell’azione concertata che da anni le due principali organizzazioni apistiche nazionali italiane (FAI e UNAAPI) ed europee conducono su questo fronte. I dati di questi rapporti dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, infatti, danno ragione alle posizioni che da sempre gli apicoltori hanno sostenuto, tese da un lato a modificare i sistemi di autorizzazione di queste molecole e, dall’altro, a stabilire buone pratiche agronomiche cui gli agricoltori debbono adeguarsi per evitare – più o meno consapevolmente – di protrarre fino a limiti insostenibili lo sterminio degli insetti impollinatori.

Foto: © Rachel Pfeffer Designs



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