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Repressione Frodi : il Miele Buono, ma l Etichetta non va Stampa E-mail
Nessuna notizia di reato, 1 sequestro del valore di 8.752 euro, 39 violazioni amministrative accertate su 557 ispezioni effettuate presso 499 operatori, per un totale di 219 campioni prelevati e 1201 prodotti controllati. Sono i principali risultati emergenti dal resoconto dell’attività che l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari ha svolto nel corso

dell’anno 2010 nella filiera del miele . Il rapporto dell’ ICQRF, struttura che fa capo al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, rende noto, inoltre, di aver effettuato 1822 determinazioni analitiche, individuando 10 campioni irregolari di cui 2 sono stati sottoposti ad analisi di revisione presso il Laboratorio centrale che ne ha confermato l’esito. Secondo il rapporto, la percentuale di realizzazione delle visite ispettive, rispetto all’attività programmata, è stata pari all’83,8%; analogo è stato il conseguimento, dell’85,6%, riferito alla realizzazione di ispezioni presso gli operatori controllati. Le irregolarità registrate hanno riguardato, in particolare, l’ etichettatura per la quale gli Ispettori dell’ ICQRF hanno rilevato l’omissione di indicazioni obbligatorie, sia generali, sia specifiche per i mieli o l’impiego di locuzioni ingannevoli per il consumatore. Tra le infrazioni più ricorrenti, inoltre, sono state rilevate la produzione, la detenzione per la vendita e la commercializzazione di mieli risultati, all’analisi, avere caratteristiche non conformi ai valori di legge. Un altro dei parametri di non conformità più frequente, alla luce delle ispezioni dell’ ICQRF, ha riguardato la produzione, detenzione e commercializzazione di mieli uniflorali di origine botanica non rispondente al dichiarato. Secondo la FAI-Federazione Apicoltori Italiani, l’encomiabile operato dell’ ICQRF mette in luce il rispetto complessivo dei principali parametri legislativi del miele da parte dei produttori. Occorre, tuttavia, una maggiore accortezza nella stesura delle etichette ad evitare di incorrere in infrazioni formali. C’è dunque bisogno, sempre ad avviso della FAI, di un ulteriore sforzo da parte di tutti gli operatori della filiera affinché venga meglio compresa l’importanza che riveste l’ etichettatura nel delicato processo della commercializzazione. Un percorso di crescita professionale che gli apicoltori sono pronti a seguire con l’aiuto dei soggetti preposti alla complessa ma meritoria attività di controllo e repressione delle frodi.

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