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Lazise sul Garda: Convegno FAI sull’apicoltura come impresa Stampa E-mail
L’Apicoltura, oltre ad essere una forma di tutela dell’ambiente e della biodiversità, può trasformarsi in un’attività capace di integrare il reddito di tanti giovani in attesa della prima occupazione, specie in un momento di forte crisi economica. E’ quanto è emerso in occasione del convegno nazionale che la FAI-Federazione Apicoltori Italiani ha organizzato, lo scorso 2 ottobre 2011, a Lazise sul Garda, in provincia di Verona. Il convegno, organizzato con il sostegno

della Regione Veneto, della Camera di Commercio di Verona e del Comune di Lazise, è stato coordinato da Stefano DAL COLLE, presidente dell’APAT e di FAI Veneto. L’evento ha visto la partecipazione di Andrea BASSI, Consigliere della Regione Veneto, che ha portato i saluti del Governatore Luca ZAIA e dell’Assessore all’Agricoltura Franco MANZATO, confermando l’attenzione e l’impegno dell’Amministrazione regionale nei confronti del comparto apistico, specie in ordine ai neonicotinoidi e alla volontà di confermarne il provvedimento sospensivo da parte del Ministero della Salute. Franco MUTINELLI è intervenuto in rappresentanza dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Ha presentato un’anteprima sui risultati dei Programma Mipaaf/ FAI-Ligustica descrivendo dove e quali virus sono risultati presenti a seguito del  capillare campionamento di api effettuato su tutto il territorio nazionale. La seconda annualità di questo programma prevede che, una volta classificati i virus, si predispongano delle buone pratiche da suggerire agli apicoltori per prevenire e limitare i danni derivanti dall'azione di questi agenti patogeni ormai diffusamente presenti all’interno degli allevamenti apistici. Pierantonio BELLETTI, esperto di economia agraria, giovane e qualificato ricercatore, è intervenuto in rappresentanza dell'Università degli Studi di Udine, un polo che da anni ha sempre dimostrato grande attenzione all'apicoltura e capacità di conciliare la ricerca applicata con la pratica apistica. Il suo intervento ha dimostrato che l'indice di redditività dell'impresa apistica è tra i più alti rispetto alle altre tipologie dell’impresa agricola. Dalla sua relazione sono emersi indicatori economici tesi a motivare la scelta da parte dei giovani, in un momento di crisi, di investire in apicoltura. Le Associazioni hanno tutto il potenziale di professionalità ed esperienza da trasferire nelle loro mani. Le Organizzazioni apistiche, la FAI in primo luogo, hanno l'impegno di accompagnare verso la dimensione economica tutti coloro che intendono scommettere nell'apicoltura come professione. Antonella CANINI, docente e ricercatrice presso l'Università di Roma Tor Vergata, fondatrice del Centro Ricerche Miele, biologa e botanica ha portato un contributo scientifico all’acceso dibattito sulla "contaminazione accidentale del miele da polline transgenico". E' la "bomba" esplosa in questi ultimi giorni a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Un pronunciamento che rischia di compromettere l'immagine e il futuro gradimento del miele e dei prodotti apistici presso i consumatori. Gli echi di questa vicenda si sono riverberati fino in Argentina dove tutti gli apicoltori impegnati sul fronte dell'export di miele verso l'Europa e l'Italia già colgono i possibili e pesanti risvolti di questa situazione. Resta fermo il fatto che la FAI si è pronunciata da anni, così come i nostri colleghi di tutta Europa, a favore del principio di precauzione sugli Ogm. Equivale a dire che gli apicoltori sono contrari all’introduzione di questa coltura fino a quando le Autorità europee e quelle nazionali non avranno adottato una posizione chiara sui rischi per la salute delle api, dell'uomo e dell'ambiente. In conclusione dei lavori è intervento il consigliere FAI, Massimiliano FASOLI, che ha descritto le principali risultanze del Congresso mondiale di Apicoltura svoltosi in Argentina. Grande dimensione produttiva delle aziende apistiche, orientamento verso l’esportazione del miele in Europa e in Italia, impiego di molecole antivarroa secondo modalità e dosi che non sono ammessi nel nostro Paese, sono gli aspetti sui quali l’apicoltura italiana è invitata a riflettere. Pena il rischio di un confronto commerciale e competitivo che rischia di emarginare il nostro comparto produttivo in barba ai criteri di qualità che i nostri apicoltori stanno garantendo ai consumatori. Appuntamento, ora, al prossimo congresso mondiale di apicoltura, che si svolgerà a Kiev, in Ukraina, nel 2013.
Nella Foto da sinistra:
Franco Mutinelli, Pier Antonio Belleti, Antonella Canini, Stefano Dal Colle e Massimiliano Fasoli

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