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Argentina: il 42° Congresso Internazionale di Apicoltura Stampa E-mail
La coincidenza non è stata casuale: il 42° Congresso mondiale di apicoltura, ha aperto i battenti il 21 settembre, giornata in cui in Argentina si celebra la Festa di Primavera. Scuole chiuse, ragazzi che affollavano le strade e i parchi cittadini: è in questa cornice che sono stati accolti i partecipanti al Congresso Apimondia nell’ampia struttura de “La Rural”, sede della Società Rurale Argentina , il più grande centro congressuale e fieristico della capitale Buenos Aires. Lunghe file ai varchi, per le

complesse procedure di accreditamento dei delegati provenienti da tutto il mondo, hanno messo subito a dura prova la macchina organizzativa del Congresso. L’attesa, non senza qualche momento di tensione tra i partecipanti, è stata ripagata nel pomeriggio del primo giorno da una piacevolissima cerimonia di apertura tutta dedicata al folclore e alla storia di questo grande Paese. L’ Argentina ha una superficie dieci volte superiore a quella dell’Italia: le sue radici affondano nella cultura delle popolazioni degli indios nativi che, a partire dal 1516 sono stati via via sopraffatti dagli esploratori spagnoli; il graduale e travagliato processo di costruzione dell’identità nazionale si protrarrà fino al 1853, anno in cui venne conseguita l’unità nazionale e promulgata la Costituzione. Una giovane Repubblica, dunque, che a partire dai primi decenni del ‘900 apre le porte agli immigranti italiani che oggi rappresentano il 40% della popolazione di questo paese latino-americano. Gli iscritti al Congresso sono stati oltre cinquemila, con una dominante di delegazioni sudamericane seguite, subito dopo, da quelle europee. L’Italia non ha fatto mancare il proprio contributo con un centinaio di presenti tra apicoltori, ricercatori, medici veterinari e operatori commerciali. Circa quaranta i partecipanti al seguito della FAI-Federazione Apicoltori Italiani. Alla cerimonia di apertura, coordinata da Luca Martinez, presidente degli apicoltori argentini, hanno preso parte i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, quelli della Provincia e della Municipalità di Buenos Aires. Grande risalto, nei discorsi introduttivi, è stato dato ancora una volta all’importanza delle api per la salvaguardia dell’ambiente e per la produzione agricola, alla necessità di coordinamento internazionale tra tutte le strutture scientifiche al fine di produrre concreti risultati nelle attività di ricerca e contrasto alle malattie delle api. Fronte dal quale, purtroppo, al momento non si possono registrare sostanziali novità. Particolare l’attenzione posta alla questione degli Organismi Geneticamente Modificati, che in Argentina rappresentano una quota elevatissima e sempre crescente della produzione agricola nazionale e che, a seguito dei recenti orientamenti dell’Unione europea, destano motivo di grande preoccupazione per i rischi di contaminazione dei prodotti apistici con pollini di origine transgenica. La cerimonia di apertura, seguita da oltre duemila persone, si è conclusa con la sfilata di tutte le delegazioni internazionali presenti; quella italiana, rappresentata dal presidente FAI Raffaele Cirone e dal Consigliere Massimiliano Fasoli, non ha mancato di issare il tricolore con l’ape sul palco del cerimoniale richiamando l’attenzione dei presenti, tutti desiderosi di immortalare l’evento con una foto ricordo.
1 – Continua

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