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Apicoltura e Ogm : Sentenza della Corte di Giustizia Europea Stampa E-mail
Miele e polline, nel caso in cui dovessero risultare contaminati da Organismi Geneticamente Modificati, anche se accidentalmente, potranno essere venduti solo se accompagnati da una specifica autorizzazione delle competenti Autorità europee. A stabilirlo è una sentenza pronunciata lo scorso 6 settembre 2011 dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che si è espressa in merito alla causa intentata, nel corso 

dell'anno 2005, da un apicoltore tedesco che denunciava l'agricoltore confinante che aveva coltivato mais geneticamente modificato causando una contaminazione accidentale del miele e del polline.  A seguito di questa controversia, i Giudici comunitari hanno così stabilito che "il miele e gli integratori alimentari contenenti polline derivato da un OGM costituiscono alimenti prodotti a partire da OGM che non possono essere immessi in commercio senza previa autorizzazione". Posto il principio che una sentenza non equivale ad una norma, c'è ora da attendersi che a breve le Autorità comunitarie procedano all'esame del dossier in previsione di una modifica normativa sulle modalità di etichettatura del miele. Sebbene alla data attuale, in Italia e nella gran parte degli altri Stati membri dell'Unione europea, le coltivazioni di Organismi Geneticamente Modificati non siano autorizzati dalle Autorità competenti (Unione europea e Ministero delle Politiche Agricole), tale pronunciamento costituisce un precedente che potrebbe determinare un grave impatto sulle prospettive di commercializzazione del miele. La questione, inoltre, si colloca in un più complesso quadro normativo, scientifico e persino politico visto che sugli Organismi Geneticamente Modificati è da tempo in atto una specie di “scaricabarile” tra Governi degli Stati membri e Autorità dell’Unione europea. Basti dire, ad esempio, che mentre nel nostro Paese vige il divieto di coltivazione, anche solo a fini di ricerca, per gli OGM , in altri Stati dell’Unione la loro coltivazione è autorizzata da tempo. E’ il caso di Spagna, Portogallo, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Romania, Bulgaria. Per non parlare poi di quanto accade fuori dai confini europei: Stati Uniti d'America, Canada, Argentina, Brasile, Cina – tanto per citare i Paesi principali produttori di mais OGM – producono ed esportano liberamente mais “biotech” verso l’Europa e l’Italia, operando di fatto una concorrenza sleale con i nostri agricoltori. Stesso problema, in prospettiva, potrebbero averlo i nostri apicoltori se l’Unione europea, nel porre rimedio all’attuale vuoto normativo, dovesse costringergli a certificare miele e polline prodotto sul territorio comunitario creando, specie nel breve-medio periodo, un vantaggio competitivo per le produzioni apistiche extracomunitarie.

Nella foto: una sessione di lavoro della Corte di Giustizia a Bruxelles




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