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Giappone : 1500 Alveari bloccati nell’Area del Terremoto Stampa E-mail
L'apicoltura giapponese tira le somme del dopo disastro: terremoto, tsunami ed emergenza nucleare, nell’area della centrale di Fukushima, hanno infatti reso impossibile la circolazione dei mezzi e ciò ha impedito agli apicoltori di accedere ai propri apiari. Sono in molti, attualmente, con l’avvio della stagione apistica, a chiedere alle autorità competenti che cosa si debba fare in

queste circostanze. Purtroppo, però, come accade spesso in occasione di un’emergenza nucleare (è ancora vivo il ricordo dell’impatto che l’esplosione della centrale di Chernobyl ebbe sull’immagine e sui consumi dei prodotti dell’alveare, che le autorità classificarono come ad elevato rischio di contaminazione radioattiva), è mancato il supporto necessario. L'Associazione Apicoltori Giapponesi - la JBA - ha ricevuto molte richieste di intervento da parte dei propri membri, mentre il MAFF - il Ministero per l'Agricoltura, le Foreste e la Pesca - non ha diramato alcun tipo di istruzione, sulle corrette modalità operative per gli apicoltori, all’indomani del grave incidente nucleare. Jun Nakamura, Segretario Generale dell’Associazione Apicoltori Asiatici – operante in seno al Centro di Ricerca scientifica sull'Ape mellifera all'Università di Tamagawa, ha messo a disposizione un contatore a scintillazione (uno strumento adatto a misurare la radioattività nell’ambiente, nelle cose e nelle persone, ndR) cercando di aiutare così gli apicoltori presenti nella zona del disastro. Ciò che più curioso è che per l’evacuazione degli alveari – nell’area contaminata ne sono ancora presenti circa 1.500 - le autorità sanitarie richiedono un certificato che attesti che le api sono libere da malattie. Nessun allarme, invece, per quanto riguarda il rischio di importazione di miele contaminato dal Giappone. Dal 2008 ad oggi non si registrano flussi in entrata nel nostro Paese, che è invece esportatore di miele verso i mercati del Sol Levante: nel solo 2010 l’Italia ha venduto al Giappone circa 700 quintali di miele, quantitativo che non ha subito forti oscillazioni negli ultimi tre anni.

Foto: © Kazuhiro Nogi/AFP

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