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Etichette: il Ministro Romano vuole maggiore Trasparenza Stampa E-mail
Il Paese d’origine di un prodotto agroalimentare italiano deve essere leggibile dai consumatori senza costringerli a mettere gli occhiali. Ecco perché il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali varerà presto un decreto sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari italiani, perfezionando le modalità di menzione in etichetta del Paese d’origine. E’ quanto è emerso in occasione dell’incontro che si è svolto il 1 giugno 2011, a Roma, al quale ha personalmente preso parte il Ministro  Romano.

Il testo del decreto, in via di emanazione, è stato anticipato ai rappresentanti del mondo agricolo, delle filiere produttive, della grande distribuzione e dei consumatori. Per quanto attiene al miele il decreto in approvazione stabilisce, all’articolo 4, che l’indicazione del Paese d’origine (o dei Paesi in caso di miscele) dovrà essere apposto nello stesso campo visivo della denominazione di vendita, con un carattere minimo o superiore ai due millimetri di grandezza (riferito alle lettere minuscole della dizione già obbligatoria). Il provvedimento, che sarà firmato dal Ministro Romano nei prossimi giorni, prevede inoltre un termine di 180 giorni per lo smaltimento delle vecchie etichette; le confezioni già presenti sul mercato, infine, potranno essere commercializzate sino allo smaltimento delle scorte, compatibilmente con il termine di scadenza del prodotto. “Accogliamo con favore il provvedimento presentato dal Ministro Romano – ha dichiarato il presidente FAI, Raffaele Cirone, nel corso dell’incontro ministeriale – anche perché quella del miele è la filiera che per prima si è battuta per l’indicazione obbligatoria, in etichetta, del Paese d’origine. Lo facciamo volontariamente – ha ricordato il presidente della FAI al Ministro – già dal 1978, attraverso il sigillo di origine e garanzia per il Miele italiano. Quando nel 2001 l’Unione europea ha emanato la Direttiva 110/2001/CE, introducendo tale obbligo per tutti i 27 Stati membri della Ue, abbiamo visto sancito un principio che è alla base della riconoscibilità e del successo del prodotto italiano sui mercati internazionali”.



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