Home Page arrow Comunicati arrow Apicoltori arrow Ligustica : il Comune di Massa estende l’area protetta


Ligustica : il Comune di Massa estende l’area protetta Stampa E-mail
Qualcuno l’ha definita un’idea moderna ma, in effetti, non c’è niente di così nuovo; la conservazione ed il potenziamento di una razza di animali da allevamento, ed in più con caratteristiche economico-produttive, è un criterio ampiamente applicato da sempre agli animali da latte, a quelli da carne, da tiro o da compagnia: perché meravigliarsi, dunque, se qualcuno vuol seriamente applicarlo anche alle api? Così il convegno tenutosi in questi giorni a Massa , che ha voluto sottolineare lo stretto legame

tra la sopravvivenza delle api e il mantenimento delle razze locali, ha voluto esser un campanello di allarme sugli effetti dell’omologazione in apicoltura e i danni da essa provocati:  è stato un coro unanime dei relatori, anche alla luce di fatti concreti come il riconoscimento ufficiale dell’ecotipo Ape Ligustica Alpi Apuane , avallato dalla creazione di un’area protetta ad hoc. Ciascun relatore ha contribuito, con un tassello ricavato dalla propria esperienza professionale, a comporre un quadro di azioni necessarie e possibili, da mettere in campo, per raggiungere lo scopo del mantenimento di quella biodiversità che abbiamo ereditato, forse immeritatamente, che ha permesso per secoli lo svolgimento di una remunerativa attività, di valorizzare le produzioni agricole, di favorire la perpetuazione e la diffusione delle piante spontanee. Di mantenere, in sintesi integro l’equilibrio naturale che ci permette di vivere sul pianeta Terra. Su questa base di un sentire comune, l’Assessore provinciale Domenico Ceccotti ha sottolineato l’importanza che la Provincia attribuisce all’allevamento delle api viste non solo come fattore produttivo, ma anche come sentinelle dell’ambiente e custodi di un patrimonio culturale. Un interesse che si concretizzerà con l’ampliamento della zona protetta concessa dal Comune di Massa per la riproduzione e la salvaguardia dell’ Ape Ligustica , ecotipo Alpi Apuane . Francesca Cattaneo, veterinario della ASL 1 di Massa , si è resa disponibile, ed ha invitato tutti gli apicoltori ad una maggiore collaborazione tesa a raccogliere quella messe di dati sanitari necessari ad intraprendere, in piena armonia quelle azioni di controllo, risanamento ed istruzione indispensabili per una efficace conduzione degli allevamenti. Il prof. Vincenzo Stampa, ha raccontato alcuni episodi della sua esperienza di apicoltore in Veneto e in Sicilia illustrando, con numerosi esempi, i danni al patrimonio apistico e alle aziende, derivanti dall’introduzione del tutto ingiustificata di ecotipi di api estranee al territorio, come ad esempio è avvenuto con l’importazione dell’ Ape Ligustica in Sicilia. Percorso lungo il quale è andata peggiorando la resistenza delle api alle particolari condizioni climatiche, la loro capacità produttiva e la situazione sanitaria con l’introduzione di nuove patologie. Tiziano Gardi, ricercatore dell’Università di Perugia, partendo dal chiaro riferimento normativo della legge nazionale sull’Apicoltura (L. 313/2004), la quale prevede la salvaguardia della razza di Ape Ligustica nella sua articolazione in popolazioni di api autoctone tipiche, dopo aver illustrato i gravi pericoli che l’ Ape italiana sta correndo a causa di scriteriate ed ingiustificate importazioni di api regine da Paesi extra-europei, ha fornito indicazioni operative per una corretta prassi di allevamento di api regine autoctone. Piotr Medrzycki, ricercatore presso il CRA-API di Bologna, ha ricordato i diversi fattori responsabili dello spopolamento improvviso degli alveari, tra cui i più rilevanti sono le nuove patologie come Nosema ceranae, l’avvelenamento da pesticidi, lo scarso valore nutrizionale dei pollini derivati da monoculture. Intervento che ha sottolineato, altresì,  l’importanza della rete di monitoraggio del progetto Apenet ed i risultati raggiunti nel controllo degli avvelenamenti da pesticidi adoperati per la concia dei semi e nelle irrorazioni di diverse colture: dati che hanno dato supporto scientifico alla richiesta di sospensione dei neonicotinoidi impiegati nei processi di concia. L’apicoltore Francesco Mussi, scopritore della distanza interfavo che permette alle api di liberarsi autonomamente della varroa, noto come Spazio Mussi©, continuando i suoi studi sul controllo del parassita varroa, ha notato che nonostante tutto è ancora alto, anche se non pericoloso, il numero di varroe residue che svernano con le api. Secondo Mussi varroa destructor ha cambiato i suoi comportamenti e cioè ha trovato il modo di nascondersi dall’attacco delle api e dai prodotti che l'uomo mette in alveare per ucciderla, rifugiandosi sotto i tergiti ed è questo nuovo comportamento della Varroa che sta mettendo in crisi l'apicoltura mondiale. Prendendo spunto dall’esperienza di un ricercatore egiziano che studia il controllo della varroa mediante somministrazione di acido citrico, sta approfondendo l’uso questa tecnica con risultati incoraggianti. Potendo contare sulla collaborazione del Laboratorio Enochimico Ligure di Sarzana (SP) egli pensa di mettere a punto, quanto prima, una tecnica di controllo del parassita mediante ricorso al semplice succo di limone, sostanza assolutamente naturale che contiene sessanta grammi per litro di acido citrico. La dottoressa Daniela Lori, responsabile delle Pubbliche relazioni del Comune di Massa , dopo aver condotto professionalmente il dibattito, ha tratto le conclusioni complimentandosi con gli intervenuti per le sinergie che hanno fatto emergere ed assicurando il pieno appoggio del Comune per future azioni di diffusione e salvaguardia dell’ ape Ligustica ,  ecotipo Alpi Apuane . La FAI – Federazione Apicoltori Italiani, nel complimentarsi per la continuità che ha contraddistinto l’operato di questa piccola ma determinata comunità di apicoltori, sottolinea la sensibilità dell’Amministrazione comunale di Massa : un esempio che merita di essere portato all’attenzione delle Autorità di tutti quei territori italiani in cui la Ligustica , nonostante tutto, ancora sopravvive in purezza.


FAI -  Federazione  Apicoltori Italiani
Corso Vittorio Emanuele II, 101
IT -  00186  ROMA (RM)
Telefono: +39 06 6877175 - Telefax:   +39 06 6852287
e-mail: – Portale internet: www.federapi.biz

< Precedente   Prossimo >