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Monfumo (TV): primo Comune d’Italia con Divieto di Api Stampa E-mail
Poco meno di 1500 anime, incastonato su verdi colline di origine vulcanica dal quale trae il proprio nome (Monte del Fumo), antichissimo insediamento d’epoca romana, epicentro medioevale di una lunga lotta tra guelfi e ghibellini, una vocazione agricola oggi quasi del tutto scomparsa per lasciar spazio all’edilizia.  Monfumo , piccolo comune in provincia di Treviso, compreso nel territorio della Comunità Montana del Grappa, è un posto dove di api proprio non ne vogliono sentir parlare. Già da

diversi mesi, infatti, il Consiglio comunale (centro-sinistra) ha deliberato un Regolamento di Polizia Rurale che all’articolo 21, sotto l’ironica voce “Tutela dell’attività apistica”, di fatto vieta l’insediamento di alveari nel centro abitato in maniera tale da non provocare disturbo a persone e animali. Tutto questo in barba al Codice Civile, alla legge nazionale 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura e alla legge regionale 23/1994 che detta “Norme per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell'apicoltura” sul territorio della Regione Veneto. Le norme vigenti, infatti, stabiliscono che gli apiari “devono essere collocati a non meno di 10 metri da strade di pubblico transito e a non meno di 5 metri dai confini di proprietà pubbliche o private”. Misure, peraltro, cui si può derogare quando tra l’apiario e il confine sono interposte idonee barriere protettive che costringano le api ad elevarsi in volo oltre il livello di 2 metri. A Monfumo , però, le norme dello Stato e della Regione non valgono: l’unico Apicoltore presente in questo bellissimo territorio – che persino Wikipedia, l’enciclopedia libera di internet, cita come vocato alla produzione tipica del miele - ha ricevuto l’ingiunzione di allontanare i suoi alveari perché il Consiglio comunale ha stabilito, senza che si siano mai registrati fatti gravi per l’incolumità delle persone e degli animali, che sul territorio di sua competenza la distanza di rispetto non è di 5 metri bensì di 50, dieci volte di più! Un provvedimento che, ad avviso della FAI-Federazione Apicoltori Italiani , è in palese contrasto con la normativa vigente. In attesa che la curiosa vicenda venga chiarita, vogliamo augurarci con una revoca di questo ingiusto regolamento, Monfumo conquista intanto il primato di primo Comune d’Italia con “divieto di api”. Un titolo di cui i cittadini monfumesi non potranno certo andar fieri!



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